Nel secondo episodio del podcast “L’Editoriale”, il presidente dell’Ordine TSRM-PSTRP di Roma e provincia Andrea Lenza analizza le cause della disaffezione giovanile verso le professioni sanitarie e propone strategie per invertire la rotta.

"È una sfida culturale, prima ancora che formativa", afferma Andrea Lenza, presidente dell’Ordine TSRM-PSTRP di Roma e provincia. Nel secondo episodio del podcast L’Editoriale, dedicato a come rendere più attrattive le professioni sanitarie, Lenza non usa mezzi termini: "Se vogliamo una sanità forte domani, dobbiamo investire oggi sulle persone che la renderanno possibile".
Un nuovo racconto, più umano e vicino ai giovani
"Serve un racconto autentico e appassionante, che trasmetta il valore sociale e umano di queste professioni", spiega Lenza. Troppi ragazzi, ancora oggi, non sanno cosa faccia realmente un tecnico di radiologia, un logopedista o un neuropsicomotricista dell’età evolutiva. Ed è qui che si gioca la prima sfida: intercettare gli studenti prima che scelgano l’università, andando direttamente tra i banchi di scuola.
L’Ordine di Roma e provincia ha già avviato un progetto di orientamento precoce rivolto agli studenti delle scuole superiori. "Vogliamo far conoscere da vicino tutte le 19 professioni sanitarie che rappresentiamo, mostrando non solo le competenze tecniche ma anche il senso di identità e responsabilità che le accompagna".
Retribuzioni e contratti: il nodo irrisolto
Ma l’attrattività passa anche dalla sostenibilità economica. "Non possiamo ignorare il tema del compenso", osserva il presidente. "I giovani fanno scelte consapevoli e se vedono che una professione fondamentale per la salute pubblica non garantisce una retribuzione dignitosa, si allontanano. Servono contratti più equi, valorizzazione delle competenze e premi per l’aggiornamento professionale".
Orientamento, visione e alleanze per il futuro
L’orientamento scolastico, secondo Lenza, non è un’opzione: è una necessità. "Non possiamo permetterci che un ragazzo arrivi a 18 anni senza sapere cosa siano le professioni sanitarie, ad eccezione di quelle più note. Dobbiamo entrare nelle scuole, lavorare con insegnanti e famiglie, rompere lo stereotipo delle professioni sanitarie di 'serie B' e mostrare la loro centralità nella vita delle persone".
Cambiare la narrazione, riconoscere il valore economico, orientare presto e bene: questi, per Lenza, sono i pilastri su cui costruire l’attrattività futura. Con un obiettivo chiaro: "Investire nei giovani per garantire una sanità pubblica di qualità".
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