ICF e valutazione della disabilità: a Roma il percorso formativo che accompagna i terapisti occupazionali

ICF e valutazione della disabilità: a Roma il percorso formativo che accompagna i terapisti occupazionali

Grande partecipazione alla prima giornata del corso teorico-pratico su ICF e WHODAS 2.0 promosso dalla Commissione d’Albo dei Terapisti Occupazionali di Roma e provincia. Il percorso formativo proseguirà il 21 marzo e il 9 maggio con l’obiettivo di rafforzare le competenze dei professionisti nella valutazione multidimensionale del funzionamento.

 

La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) rappresenta oggi uno dei principali strumenti per comprendere la salute e la disabilità secondo una prospettiva ampia e integrata. Elaborata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’ICF ha introdotto un importante cambiamento culturale: la disabilità non è più interpretata soltanto come conseguenza di una condizione clinica, ma come il risultato dell’interazione tra condizioni di salute, fattori personali e contesto ambientale. Questo approccio, definito biopsicosociale, consente di osservare il funzionamento umano nella sua complessità, superando una visione esclusivamente medico-centrica. In questa prospettiva, l’ICF diventa non solo uno strumento di classificazione, ma anche un linguaggio condiviso tra professionisti, utile per descrivere il funzionamento della persona e progettare interventi realmente centrati sui bisogni e sulle opportunità di partecipazione alla vita quotidiana.

Un corso per approfondire strumenti condivisi

È proprio a partire da questo quadro teorico che prende forma il percorso formativo “Dalla Classificazione del Funzionamento alla Valutazione della Disabilità: Corso Teorico-Pratico sull’ICF e sul WHODAS 2.0”, promosso dalla Commissione d’Albo dei Terapisti Occupazionali di Roma e provincia. Una prima giornata del corso si è già svolta presso il Centro di Riabilitazione Vaclav Vojta di Roma, registrando una partecipazione numerosa e attenta da parte dei professionisti. L’iniziativa, gratuita e accreditata ECM, nasce con l’obiettivo di approfondire strumenti condivisi e aggiornati per la valutazione del funzionamento e della disabilità, tema oggi sempre più centrale nella pratica riabilitativa. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Presidente dell’Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia, Andrea Lenza, e della Presidente della Commissione d’Albo dei Terapisti Occupazionali, Luigia Fioramonti. Nel suo intervento introduttivo, Fioramonti ha sottolineato il valore dell’iniziativa per la crescita della professione: «Promuovere momenti formativi dedicati all’ICF significa offrire ai terapisti occupazionali strumenti concreti per leggere il funzionamento della persona in modo più completo e condiviso. È una competenza sempre più centrale nella pratica clinica e nei nuovi modelli organizzativi dei servizi».

Il contributo degli esperti

Protagonisti della giornata sono stati i relatori Stefano Federici, docente dell’Università di Perugia, e Lorenzo Conigli di Nyemis, psicologi tra i principali esperti italiani nel campo della classificazione e della valutazione del funzionamento e della disabilità. Il loro intervento ha guidato i partecipanti in una riflessione sui concetti di salute, benessere e disabilità, ripercorrendo l’evoluzione dei modelli interpretativi che negli anni hanno cercato di descrivere la complessità del funzionamento umano. Un percorso che ha evidenziato il progressivo superamento di una visione centrata esclusivamente sulla patologia per arrivare a un approccio più articolato e multidimensionale. In questo contesto l’ICF è stata presentata come uno strumento fondamentale per descrivere il funzionamento della persona considerando non solo le condizioni di salute, ma anche le attività della vita quotidiana, la partecipazione sociale e i fattori ambientali che possono facilitare o ostacolare l’inclusione.

Il nuovo quadro normativo

Il tema assume oggi una particolare rilevanza anche alla luce dei cambiamenti normativi in corso nel sistema italiano. Con il Decreto Legislativo 62/2024 viene infatti introdotto un nuovo modello di valutazione multidimensionale del funzionamento e la definizione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. Come ha evidenziato Fioramonti: «Il nuovo impianto normativo richiede ai professionisti della riabilitazione una capacità sempre maggiore di lavorare secondo il paradigma biopsicosociale. I terapisti occupazionali sono naturalmente orientati a questa prospettiva, perché il nostro lavoro si sviluppa proprio nella relazione tra persona, attività e ambiente».

Formazione tra teoria e pratica

La giornata formativa ha alternato momenti teorici e attività applicative, favorendo un apprendimento dinamico e partecipato. Attraverso esempi clinici e lavori in piccoli gruppi, i partecipanti hanno potuto confrontarsi direttamente con le potenzialità dell’ICF, sperimentando modalità concrete di utilizzo nella pratica professionale. Il confronto con i relatori e la condivisione di esperienze professionali hanno reso l’incontro un momento di dialogo particolarmente ricco. «La partecipazione e l’interesse che stiamo registrando dimostrano quanto la professione senta la necessità di strumenti comuni per descrivere il funzionamento della persona e dialogare con le altre figure coinvolte nei percorsi di cura», ha commentato Fioramonti. «La formazione rappresenta uno dei passaggi fondamentali per costruire questa cultura condivisa».