Dal piede alla postura: la riabilitazione manuale tra clinica, movimento e approccio multidisciplinare

Dal piede alla postura: la riabilitazione manuale tra clinica, movimento e approccio multidisciplinare

Un’intera giornata di formazione ECM dedicata alla riabilitazione e alla terapia manuale del piede ha riunito a Roma podologi e professionisti sanitari in un percorso che ha intrecciato osservazione posturale, test clinici, esercizio terapeutico e terapia manuale. Al centro, il ruolo del piede come elemento chiave degli equilibri posturali e della presa in carico globale del paziente

Il piede non è soltanto una struttura anatomica, ma un punto di ingresso privilegiato per interpretare gli equilibri posturali dell’intero corpo. È da questa prospettiva che si è sviluppato il percorso formativo ECM dedicato alla riabilitazione e alla terapia manuale del piede, trasformando una giornata di studio in un vero laboratorio clinico multidisciplinare. La prima parte del programma ha guidato i partecipanti nell’analisi dell’osservazione posturale e delle catene muscolari, per poi entrare nel dettaglio dell’anatomia palpatoria e dei punti di repere. Un passaggio fondamentale per costruire una valutazione clinica accurata e funzionale alla presa in carico del paziente. Il percorso formativo ha poi dato ampio spazio alla dimensione pratica, con esercitazioni dedicate all’interazione tra professioni sanitarie e al ruolo della terapia fisica. A seguire, i test ortopedici e di mobilità hanno rappresentato un momento centrale per tradurre la teoria in strumenti di valutazione concreta.

Esercizio terapeutico e controllo neuromotori

Grande attenzione è stata riservata all’esercizio terapeutico, con tecniche di stretching, facilitazione neuromuscolare propriocettiva (PNF), training di forza ed esercizi propriocettivi. Un approccio sempre più centrale nella riabilitazione moderna, che punta al recupero del controllo motorio e della stabilità funzionale. La parte finale della giornata ha approfondito la terapia manuale con mobilizzazioni e manipolazioni, per poi concentrarsi sulle principali condizioni cliniche della caviglia, come distorsioni e instabilità cronica, analizzandone patogenesi e protocolli riabilitativi.

Il valore della formazione condivisa

Nel corso dell’evento non è mancato il confronto tra i professionisti. “Questa giornata rappresenta un momento significativo per la crescita professionale dei nostri iscritti e per il rafforzamento del dialogo tra le professioni sanitarie” ha dichiarato Andrea Lenza, Presidente dell’Ordine TSRM e PSTRP di Roma e Provincia.

“La formazione su questi temi è fondamentale perché il piede non è mai un elemento isolato, ma parte di un sistema funzionale complesso che richiede una lettura globale del paziente” ha evidenziato Greta Meccoli, Presidente della Commissione d’Albo Podologi di Roma e Provincia. “La sinergia tra formazione ECM, ricerca e pratica clinica rappresenta una leva strategica per lo sviluppo della professione podologica” ha aggiunto Valerio Ponti, Presidente dell’Associazione Italiana Podologi (AIP).

Un approccio integrato alla riabilitazione

La giornata si è conclusa con un confronto finale tra relatori e partecipanti, confermando un messaggio condiviso: la riabilitazione del piede non può essere affrontata in modo isolato, ma richiede un approccio integrato, in cui valutazione, trattamento ed esercizio terapeutico si intrecciano nella gestione globale del paziente. In questo contesto, emerge con forza il ruolo del podologo, che grazie alle proprie competenze cliniche, all’utilizzo di tecnologie sempre più avanzate e alla possibilità di realizzare terapie ortesiche plantari personalizzate, si configura come il professionista sanitario di riferimento per la prevenzione, la valutazione e il trattamento delle patologie podaliche. Un contributo essenziale non solo nella gestione locale del piede, ma anche nella lettura e nel riequilibrio dell’intero sistema posturale.