Dopo i consensi raccolti dal primo appuntamento, torna a Roma "Insieme per la donazione", il convegno promosso dalla Commissione di Albo dei Tecnici di Neurofisiopatologia, dall'Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia e dall'Ordine degli Psicologi del Lazio. Al centro dell'edizione 2026 il valore della collaborazione tra professioni sanitarie, il ruolo della psicologia nei percorsi di donazione e trapianto e la necessità di promuovere una cultura della donazione sempre più consapevole.

La donazione di organi e tessuti è uno dei percorsi più complessi e delicati della medicina moderna. Un processo che richiede competenze tecniche avanzate, procedure rigorose e tecnologie sofisticate, ma che coinvolge anche aspetti umani, relazionali ed emotivi che accompagnano pazienti e famiglie nei momenti più difficili. È partendo da questa consapevolezza che si è svolta a Roma la seconda edizione di "Insieme per la donazione", il convegno nato dalla collaborazione tra l'Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia e l'Ordine degli Psicologi del Lazio. Un appuntamento che, dopo il successo della prima edizione, ha ulteriormente consolidato il dialogo tra professionisti sanitari appartenenti a discipline diverse ma unite da un obiettivo comune: promuovere una cultura della donazione fondata sulla conoscenza, sulla trasparenza e sulla centralità della persona. "Questa seconda edizione conferma quanto sia importante costruire occasioni di confronto tra professionisti che, pur operando in ambiti differenti, condividono la responsabilità di accompagnare il paziente lungo percorsi estremamente delicati - sottolinea Andrea Lenza, presidente dell'Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia -. La donazione e il trapianto rappresentano un esempio concreto di sanità integrata. Far conoscere ai cittadini ciò che accade dietro ogni trapianto significa rafforzare la fiducia nel sistema e valorizzare il lavoro di tutte le professioni coinvolte". Elemento distintivo di questa seconda edizione è stata la forte attenzione dedicata al ruolo della psicologia all'interno dei percorsi di donazione e trapianto. "Oggi abbiamo avuto un esempio concreto di confronto interdisciplinare, di sensibilizzazione sul valore della donazione e evidenziato il contributo insostituibile della psicologia al servizio della salute delle persone e della comunità - ha affermato Paola Medde, presidente dell'Ordine degli Psicologi del Lazio -. La donazione e trapianto di organi coinvolge aspetti emotivi, relazionali ed etici di straordinaria complessità. In questo contesto, il contributo della psicologia è fondamentale per sostenere donatori, familiari, riceventi nelle diverse fasi del percorso, favorendo consapevolezza, elaborazione emotiva e adattamento".
Dall'accertamento della morte encefalica alla donazione
Nel corso dei lavori è stato ripercorso l'intero iter assistenziale che rende possibile la donazione. Tra i primi professionisti a intervenire vi sono i Tecnici di Neurofisiopatologia, impegnati nell'accertamento della morte encefalica, una fase cruciale sia dal punto di vista clinico sia da quello umano. "Parlare di donazione significa anche raccontare la responsabilità che accompagna il nostro lavoro nelle fasi iniziali del percorso - spiega Claudia Parisi, presidente della Commissione d'Albo dei Tecnici di Neurofisiopatologia -. L'accertamento della morte encefalica richiede rigore metodologico, competenza e attenzione assoluta alla qualità delle procedure. Ma richiede anche consapevolezza del contesto emotivo in cui ci troviamo a operare, spesso accanto a famiglie che stanno vivendo momenti di grande sofferenza".
Diagnostica e laboratorio: il valore dell'accuratezza
Una volta individuato il potenziale donatore, il percorso prosegue con una serie di accertamenti diagnostici e laboratoristici indispensabili per valutare l'idoneità degli organi e garantire la sicurezza del trapianto. "Ogni immagine diagnostica contribuisce a una decisione clinica che può cambiare la vita di una persona - osserva Federico Santarelli, presidente della Commissione d'Albo dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica -. Nel contesto della donazione siamo chiamati a garantire tempestività, precisione e qualità, spesso in situazioni che richiedono risposte rapide. Il nostro lavoro è parte integrante di una rete professionale nella quale ogni passaggio deve essere affidabile e sicuro". Un ruolo altrettanto determinante è svolto dai Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico. "Quando si parla di donazione e trapianto, il fattore tempo è fondamentale, ma non può mai andare a discapito dell'accuratezza - sottolinea Antonio Cappelli, presidente della Commissione d'Albo dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico -. Dietro ogni campione analizzato c'è una persona che attende una possibilità di cura. Per questo il nostro impegno quotidiano è garantire dati affidabili, tracciabilità e controlli rigorosi, perché da quei risultati dipendono decisioni cliniche di straordinaria importanza".
La protezione degli organi e il supporto al trapianto
Un'altra tappa fondamentale è quella che riguarda la preservazione e la perfusione degli organi. "Nella filiera della donazione esistono attività altamente specialistiche che spesso restano poco conosciute ai cittadini, ma che risultano determinanti per il buon esito del trapianto - evidenzia Salvatore Scali, presidente della Commissione d'Albo dei Tecnici della Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare. "Dalla gestione delle procedure di perfusione al supporto delle équipe chirurgiche, fino all'assistenza dei pazienti più complessi, il nostro contributo si inserisce in ogni fase del percorso. Tutto questo, però, trova origine in un gesto di straordinaria generosità: la scelta di donare".
La psicologia accanto a pazienti e famiglie
Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto con i familiari del potenziale donatore: "La comunicazione con la famiglia del potenziale donatore di organi e tessuti rappresenta una fase delicata e fondamentale del percorso di donazione - ha spiegato Francesca Alfonsi, psicologa psicoterapeuta del Policlinico Universitario Tor Vergata -. La richiesta donativa avviene generalmente in una situazione di grave crisi familiare, spesso successiva alla diagnosi della morte encefalica o a una prognosi infausta. In questo contesto, lo psicologo svolge un ruolo di supporto sia ai famigliari sia all'équipe sanitaria, favorendo una comunicazione chiara, empatica e rispettosa del vissuto emotivo delle persone coinvolte".
Il sostegno lungo tutto il percorso trapiantologico
Il contributo della psicologia prosegue anche dopo l'inserimento in lista d'attesa e nella fase successiva al trapianto. "Il trapianto d'organo rappresenta un evento che coinvolge non solo il paziente, ma anche la sua famiglia e l'intera comunità - ha ricordato Rosaria Calia, dirigente psicologa del Servizio di Psicologia Clinica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS -. Lo psicologo accompagna il candidato in tutte le fasi del percorso: dalla gestione della malattia cronica e dell'insufficienza d'organo alla valutazione pre-trapianto, finalizzata a esplorare risorse personali, fragilità e rete di supporto, fino al sostegno emotivo durante il periodo di attesa e nella fase post-operatoria".
Un percorso che mette al centro la persona
La seconda edizione di "Insieme per la donazione" ha confermato come il successo di un trapianto non dipenda soltanto dall'eccellenza clinica e tecnologica, ma anche dalla capacità di mettere in relazione competenze diverse e di accompagnare le persone lungo tutto il percorso assistenziale. L'alleanza tra l'Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia e l'Ordine degli Psicologi del Lazio nasce proprio da questa visione condivisa: promuovere una sanità capace di integrare competenze tecniche, attenzione relazionale e umanizzazione delle cure, affinché ogni gesto di donazione possa trasformarsi in una concreta opportunità di vita.