IL MODELLO IESA IN RIABILITAZIONE PSICHIATRICA

Autonomia, Diritto alla Cittadinanza, Empowerment, Recovery: sono queste le variabili chiave che caratterizzano l’intervento IESA con più di duecento progetti attivi in Italia. A parlarci di questo modello è stata la Dott.ssa Chiara Riccardo (Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica presso l’Asl Torino 3, Presidente CdA Terp dell’Ordine TSMR-PSTRP di Torino), nella rubrica di interventi formativi “Incontri con l’Espert*”, organizzati dalla CdA dei Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica dell’Ordine di Roma.

Cosa intendiamo quando parliamo di IESA? L’acronimo fa riferimento al progetto di “Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti”, un’iniziativa che, citando la collega all’interno del suo intervento, “ribalta un paradigma” traducendo in realtà quotidiana una nuova prospettiva di inclusione per la salute mentale, a partire dai bisogni del singolo. L’Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti (I.E.S.A.) è l’inserimento temporaneo di una persona che soffre di un disagio psichiatrico presso una famiglia di volontari selezionata, la quale viene abilitata e supportata costantemente da un’equipe multiprofessionale per garantire uno scambio e una convivenza serena con la persona ospitata. La famiglia che si candida e offre la propria disponibilità viene formata per diventare uno spazio funzionale e di supporto, è guidata dai Centri di Salute Mentale in tutta la fase di conoscenza dell'utente ospitato e riceve mensilmente un rimborso spese. Non si tratta di un progetto destinato ad una specifica patologia psichiatrica: l’intervento è rivolto e promuove la risposta a situazioni di fragilità in cui vi è un bisogno temporaneo di decontestualizzazione dall’abituale ambiente di vita.

La durata della permanenza della persona presso le famiglie ospitanti è variabile e può attivarsi in modalità part-time o full-time. L’accoglienza part-time si attua per pochi giorni o settimane, rispondendo ad una esigenza di supporto alla persona che può successivamente prolungarsi. L’accoglienza full-time può a sua volta riguardare tempistiche a breve, medio o lungo termine, predisponendo l’accoglienza della persona da pochi giorni a diversi mesi, sino ai due anni o più, a seconda della situazione specifica. Gli inserimenti nel nucleo familiare proseguono infatti con percorsi riabilitativi territoriali, oppure in situazioni di utenti con patologia psicofisica cronica, in virtù di tempistiche e necessità di supporto maggiori, si struttureranno tempistiche più lunghe all’interno di un ambiente di vita che promuova a pieno il soddisfacimento dei bisogni della persona.

Gli obiettivi del modello sono multipli e integrati: l’inserimento all’interno di un contesto familiare e la relazione con figure di riferimento “sane” può divenire facilitatore del processo di apprendimento di strategie di gestione delle difficoltà e potenziamento delle abilità personali e sociali, favorendo l’autonomia, l’apprendimento delle social skills, la crescita dell’empowerment personale in unione alla percezione di supporto, elemento base del progetto. Tali aspetti si traducono in una maggiore integrazione sociale ed un miglioramento della qualità di vita dell’utente, riducendo la distanza e l’isolamento che spesso seguono la manifestazione di un disagio psichico. Il modello IESA rappresenta a tutti gli effetti una possibilità alternativa alla residenzialità ed un contributo netto alla lotta contro lo stigma ed il pregiudizio, offrendo alla persona la possibilità di allontanarsi più facilmente dal ruolo di “paziente”, rivestendo anche quello di cittadino e di membro di un gruppo, entrando più facilmente in contatto con le proprie risorse spesso prevaricate dalle difficoltà della malattia.

Il progetto racchiude un modello teorico e un’espressione pratica che “apre le porte” alla salute mentale, che fa emergere in maniera ancora più netta il divario con il retaggio culturale caratterizzato dall’allontanamento del malato dalla cittadinanza.  La scelta dell’inserimento eterofamiliare supportato determina inoltre un risparmio per il sistema sanitario nazionale e i servizi, preferendo la territorialità delle cure alla residenzialità. Per la cittadinanza e chi non è compreso tra gli “addetti ai lavori” è esempio concreto di solidarietà sociale, di supporto alla difficoltà che diviene ancor di più accettabile, integrabile e gestibile.

Giusy Stella

CdA Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica 

 

Fonti

"Abiteresti con me?" Progetto IESA, Servizio Sanitario Regionale Emilia Romagna, AUSL di Bologna

"Il modello IESA in Riabilitazione Psichiatrica", intervento a cura della Dott.ssa Chiara Riccardo, Presidente CdA Terp Ordine TSRM PSTRP di Torino

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