Roma, 8 novembre 2025 – Si è tenuto presso il Centro di Riabilitazione Vojta il corso ECM “Metodologia della ricerca in età evolutiva”, promosso dalla Commissione d’Albo dei Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE) di Roma e provincia, con la partecipazione delle Associazioni tecnico-scientifiche AITNE e ANUPI TNPEE e realizzato grazie alla Segreteria Organizzativa gestita dalla Vicepresidente Iannetta.
L’evento ha rappresentato un momento formativo di alto livello dedicato ai professionisti dell’area della riabilitazione, con la partecipazione attiva dei diversi professionisti presenti, tra cui oltre ai TNPEE, logopedisti, educatori professionali, terapisti occupazionali.
Il corso nasce con l’obiettivo di rafforzare le competenze dei TNPEE e non solo nel campo della metodologia della ricerca scientifica, favorendo l’approccio basato sull’evidence-based practice nei percorsi riabilitativi in età evolutiva.
Come sottolineato nel razionale del progetto formativo, la presa in carico del bambino, quale futuro della società, richiede al professionista sanitario che collabora nelle equipe multiprofessionali di disporre di fonti, studi e documenti scientificamente fondati, per costruire percorsi riabilitativi efficaci e aggiornati.
Dopo i saluti istituzionali della Presidente della Commissione d’Albo TNPEE Stefania Cortese, i docenti hanno accompagnato i discenti nel percorso di approfondimento della metodologia della ricerca. Il Prof. Stefano Lasaponara, psicologo, PhD e ricercatore presso il Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma e il Laboratorio di Neuropsicologia dell’attenzione della Fondazione Santa Lucia IRCCS, con il suo intervento ha approfondito gli aspetti metodologici che precedono la raccolta dati, la progettazione e realizzazione di una ricerca, fino alla stesura del report scientifico, offrendo ai partecipanti strumenti concreti per impostare un progetto di ricerca rigoroso e replicabile. A seguire, la Dr.ssa Giorgia Coratti, TNPEE, PhD e ricercatrice presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, ha illustrato il contributo dei TNPEE nella ricerca clinica e le diverse vie di accesso al mondo della ricerca accademica e applicata, delineando le opportunità e le modalità concrete per intraprendere un percorso di ricerca scientifica.
La mattinata si è poi conclusa con una tavola rotonda moderata dai consiglieri Mariangela Lettieri, Milena Savarese, Marco Spalletta. Il momento di confronto ha coinvolto non solo i docenti ma anche i rappresentanti delle Associazioni Tecnico-Scientifiche AITNE e ANUPI TNPEE ETS, nei rispettivi delegati dott. Riccardo Carbonetti, Tnpee presso il servizio di riabilitazione funzionale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dove si occupa di clinica e di ricerca in ambito neurologico, neurochirurgico, neuro-oncologico, neonatologico e di medicina d’urgenza; e la dott.ssa Stefania Petri, ricercatrice e dottoranda in Bioingegneria e Robotica presso l'Istituto Italiano di Tecnologia nell'Unit for Visually Impaired People, si occupa di integrazione multisensoriale nei bambini con disabilità visiva e dello sviluppo di tecnologie per la riabilitazione precoce.
La tavola rotonda ha rappresentato un momento di confronto dinamico e costruttivo sul valore della ricerca all’interno della professione del TNPEE. I relatori hanno sottolineato come la ricerca scientifica non debba essere percepita come un ambito distante dalla pratica quotidiana, ma come una risorsa concreta per migliorare la qualità dell’intervento, sostenere l’efficacia delle metodologie riabilitative e contribuire alla costruzione di linee guida condivise e basate su evidenze.
Tra i temi affrontati, particolare rilievo è stato dato a due questioni chiave:
- Come avvicinare i professionisti alla metodologia della ricerca, promuovendo una cultura dell’evidenza scientifica già nella pratica clinica quotidiana, attraverso strumenti accessibili, collaborazione tra centri e formazione continua.
- Il ruolo delle Associazioni Tecnico Scientifiche nella promozione della ricerca applicata, come ponte tra contesto operativo e ambito accademico, favorendo la raccolta di dati, la condivisione di esperienze e la diffusione di buone pratiche.
Dalla discussione è emerso con forza come i professionisti sanitari che lavorano in equipe multidisciplinari in età evolutiva possano e debbano essere protagonisti attivi del processo di innovazione scientifica, integrando osservazione clinica, riflessione metodologica e collaborazione interdisciplinare per trasformare la ricerca in un vero motore di crescita professionale e di sviluppo del settore.
Nel corso dell’evento è emerso con chiarezza un messaggio condiviso: “Solo attraverso la ricerca possiamo costruire una riabilitazione più efficace, riconosciuta e veramente centrata sui bisogni della persona.”
Il corso ha rappresentato un momento di confronto prezioso e multidisciplinare, in cui la comunità professionale ha riaffermato il proprio impegno nel promuovere una cultura della formazione continua e della ricerca scientifica come strumenti essenziali per l’evoluzione della pratica clinica, con il supporto formativo della Commissione d’Albo e delle Associazioni, e il rinnovato entusiasmo di partecipare ad eventi formativi in presenza come quelli promossi nel corso dell’anno.
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A cura di Marco Spalletta e Stefania Cortese