Incontro tra CDA Nazionale e CDA Provinciali: Condivisione del Nuovo Codice Deontologico (CD)
Il 28 febbraio 2025 si è svolto a Roma un incontro significativo tra la CdA Nazionale e le CdA Provinciali, incentrato sulla condivisione del nuovo codice deontologico del Logopedista.
L’evento ha rappresentato un momento di confronto e di approfondimento per una professione in continua evoluzione, chiamata a rispondere alle sfide della società moderna e della cura sanitaria.
Il concetto di deontologia, letteralmente “discorso sul dovere”, ha fatto da filo conduttore alle riflessioni dei relatori. Come sottolineato dai partecipanti, non esistono negazioni all’interno del nuovo codice, ma piuttosto affermazioni che richiamano comportamenti virtuosi, con l’intento di orientare i professionisti verso una condotta esemplare. Il codice, infatti, vuole essere un riferimento di buona prassi per tutti i professionisti, orientandoli verso l’adozione di comportamenti che tutelino la dignità e i diritti della persona, tanto del curante quanto del curato.
Il Codice Deontologico del Logopedista, come tutti i CD delle professioni sanitarie afferenti all’Ordine TSRM PSTRP, presenza i primi 48 articoli della Costituzione Etica poi seguita da articoli specifici della singola professione per rispondente alle specifiche necessità.
Intervenendo sull’importanza di questo aggiornamento, il presidente dell’Ordine TSRM PSTRP di Roma e Provincia, il dott. Lenza, ha evidenziato come il Codice Deontologico rappresenti un “nuovo vestito” che la professione indossa, abbracciando valori universali come l’uguaglianza nelle cure. Non si tratta solo di un codice di regole, ma di un vero e proprio strumento che accompagna il professionista nella sua pratica quotidiana.
Molti dei relatori hanno poi sottolineato come il Codice rispecchi la complessità della professione sanitaria. Come ha detto la Presidente della CdAN dott.ssa Rossetto, il contesto istituzionale è cambiato con la legge 3/2018, che ha introdotto principi fondamentali comuni a tutte le professioni sanitarie. Il Codice Deontologico si inserisce in questo contesto, riflettendo il continuo evolversi del ruolo del professionista sanitario, che deve affrontare dilemmi etici e clinici. Per questo, il codice è visto come un supporto costante, un aiuto concreto per il professionista nel navigare le sfide quotidiane.
Il dott. Cerchiaro ha sottolineato il lungo lavoro che è stato fatto in questi quattro anni per arrivare alla stesura finale di questo codice, dove ogni articolo è stato studiato e affinato per rispondere alle nuove esigenze professionali. La collega dott.ssa Citro ha condiviso i numerosi testi, presenti a livello europeo, che son stati studiati e presi ad esempio.
La collega dott.ssa Zanini ha illustrato i dati di una Survey condotta negli atenei italiani per verificare se, all’interno del piano di studi dei corsi di laurea in Logopedia, fosse illustrato il codice deontologico ai futuri logopedisti, sottolineando l’importanza di una cultura basata sul sapere, sul saper essere e sul saper fare
Come ha affermato il medico legale dott. Rodriguez, l’intento è di stringere un patto di fiducia con il cittadino, dove ogni professionista è chiamato a comportarsi secondo principi etici, con la consapevolezza che chi non segue le linee guida può incorrere in sanzioni. Ha continuato poi affermando che il codice, infatti, ha due volti: uno propositivo, che guida il professionista verso una condotta esemplare, e uno sanzionatorio, che prevede azioni disciplinari in caso di violazioni.
Stesso argomento è stato stressato dall’Avvocato dott. Croce, il quale afferma che, in un contesto caratterizzato dalla scarsità di linee guida specifiche, le norme contenute nel codice diventano parametri di giudizio chiari per valutare la condotta del professionista.
Diversi interventi hanno sollevato temi innovativi e rilevanti, come la riflessione della collega dott.ssa Scarton sui dilemmi etici legati al consenso informato in pazienti con afasia, o le considerazioni del Don Angelelli, che ha parlato dell’importanza della salute come concetto più ampio, che va oltre la semplice definizione dell’OMS, includendo l’aspetto sociale.
Tra le innovazioni, il codice abolisce il concetto di “collettività”, sostituendolo con “comunità”, per sottolineare che i professionisti non sono un insieme di individui isolati, ma sono legati da legami e rapporti reciproci.
Infine la collega dott.ssa Reverberi ha condiviso dilemmi etici frequenti nella pratica clinica facendo nascere un dibattito e invitando a leggere attentamente tutti gli articoli del Codice Deontologico perché in quelli si trovano risposte.
In conclusione il nuovo codice deontologico rappresenta un importante passo avanti per la professione sanitaria, in un contesto di crescente complessità. Esso non solo stabilisce delle regole, ma promuove anche un’etica della cura che mette al centro la persona, garantendo al contempo diritti e doveri reciproci tra professionista e paziente. Grazie a un lungo processo di elaborazione e confronto, il codice diventa un punto di riferimento per l’intera professione, orientando i professionisti verso comportamenti virtuosi e una condotta sempre più consapevole e responsabile.
Infine ci uniamo ai ringraziamenti per i tre componenti della attuale CdAN Logopedisti (Edoardo Lattanzi, Anna Accornero e Gianfranca Errica) che, per ragioni personali, non saranno presenti nella nuova lista che è stata presentata per le prossime elezioni.
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