In occasione della Giornata Europea della Logopedia 2026, promossa da ESLA (European Speech and Language Therapy Association) e dedicata al tema “Logopedia e Intelligenza artificiale: cure più accessibili, continue e personalizzate”, professionisti e ricercatori di tutta Europa sono stati invitati a riflettere sul ruolo crescente delle tecnologie intelligenti nel supporto alla pratica clinica e alla riabilitazione della comunicazione.
All’interno di questo scenario, la CdA Logopedisti di Roma e Provincia ha organizzato questa mattina a Roma, presso il Centro Vojta, il corso ECM gratuito per i propri iscritti dal titolo “Logopedia e intelligenza artificiale: strumenti, scenari e responsabilità clinica nella pratica”, accreditato con 6 crediti ECM.
L’evento ha rappresentato un importante momento di aggiornamento e confronto per i professionisti del settore, confermando l’attenzione della CdA verso un tema particolarmente attuale: quello dell’integrazione tra logopedia e tecnologie di intelligenza artificiale. Non a caso, questo appuntamento rappresenta il terzo evento organizzato dalla CdA su questo argomento, segno di un interesse crescente verso le opportunità e le sfide che l’innovazione tecnologica porta nella pratica clinica.
Il corso ha visto la partecipazione di relatori provenienti da ambiti professionali e scientifici differenti: Tiziana Rossetto, Presidente della CdAN Logopedisti e Presidente FLI; Anna Giulia De Cagno, Vicepresidente FLI; Diana Ferro, ricercatrice presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù; Monica Bertelli, psicologa; Eleonora Pasqua, logopedista presso CRC Balbuzie; e Federica Rocco, logopedista della ASL Roma 2.
Nel corso degli interventi sono stati affrontati diversi aspetti legati all’uso dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario: dalle potenzialità degli strumenti digitali per migliorare l’accessibilità e la continuità delle cure, fino alle implicazioni etiche e alle responsabilità professionali che accompagnano l’utilizzo di queste tecnologie.
Nel dibattito è emersa con forza la necessità di un approccio consapevole e critico verso l’innovazione tecnologica. Come ha sottolineato Anna Giulia De Cagno, “il futuro della logopedia passa attraverso il modo in cui governiamo la tecnologia. Arricchire l’ambiente digitale per arricchire la comunicazione umana”.
Un concetto ribadito anche da Diana Ferro, che ha ricordato come, nonostante il crescente ruolo delle tecnologie, la responsabilità professionale resti sempre centrale: “l’intelligenza è artificiale, la responsabilità è umana”.
L’iniziativa ha quindi rappresentato un’occasione preziosa per riflettere su come l’intelligenza artificiale possa diventare uno strumento al servizio della relazione terapeutica, contribuendo a rendere le cure logopediche sempre più accessibili, continue e personalizzate, senza perdere di vista il valore insostituibile della competenza e della responsabilità del professionista.
