Funzione visiva e neurosviluppo: professioni in dialogo per costruire percorsi di cura integrati e appropriati

Sabato 3 ottobre, presso l’Auditorium Valerio Nobili dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, si è svolto l’evento formativo “Funzione visiva e neurosviluppo”, promosso dalle Commissioni di Albo degli Ortottisti assistenti di oftalmologia, dei Logopedisti e dei Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva dell’Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia.
L’iniziativa, gratuita e accreditata ECM, ha registrato un’elevata partecipazione, confermando il forte interesse dei professionisti verso un tema che richiede sempre più una lettura integrata dello sviluppo in età evolutiva.
Obiettivo della giornata è stato approfondire le basi neurobiologiche e funzionali della visione e le interazioni tra funzione visiva e neurosviluppo, ma soprattutto favorire la costruzione di linguaggi condivisi e modalità di lavoro realmente interdisciplinari, nel rispetto delle specifiche competenze professionali e della responsabilità di garantire al cittadino appropriatezza delle cure.
Ad aprire i lavori sono stati il Presidente dell’Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia, Andrea Lenza, e i Presidenti delle tre Commissioni di Albo promotrici: Marco Montes, Presidente della CdA Ortottisti assistenti di oftalmologia, Manuela Pieretti, Presidente della CdA Logopedisti, e Stefania Cortese, Presidente della CdA Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva.
Nel loro intervento è stata richiamata la necessità di rafforzare l’alleanza tra professionisti e di costruire un lessico comune capace di sostenere il lavoro dell’équipe intorno al bambino e alla sua famiglia. Come sottolineato dalla dott.ssa Cortese, la sfida è quella di “parlare ad una sola voce senza ridurre il confronto a un’unica voce professionale, ma mettendo a disposizione dell’équipe il contributo specifico di ciascuna disciplina.”
Dalla valutazione multidisciplinare al progetto riabilitativo condiviso
La prima parte della giornata ha posto al centro la valutazione del bambino e la necessità di leggere la funzione visiva all’interno dell’intero profilo di sviluppo. In questo percorso, il contributo della Neuropsichiatria Infantile assume un ruolo centrale: nel modello italiano di presa in carico, il Neuropsichiatra Infantile rappresenta infatti, accanto al Pediatra, il medico specialista di riferimento per lo sviluppo in età evolutiva, con una competenza specifica nell’inquadramento globale del bambino e nell’orientamento del percorso diagnostico e terapeutico. Da questa cornice prende forma il lavoro integrato dell’équipe, chiamata a mettere in relazione osservazioni, competenze e interventi differenti all’interno di un progetto condiviso.
La dott.ssa Biancamaria Venuti, Neuropsichiatra infantile presso l’Istituto Leonarda Vaccari di Roma, ha approfondito i momenti chiave della valutazione neuropsichiatrica, evidenziando come una difficoltà visiva possa incidere trasversalmente sui domini cognitivo, affettivo-relazionale, motorio-prassico, comunicativo e linguistico. La dott.ssa Donatella Lettori, Neuropsichiatra infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha affrontato il rapporto tra funzione visiva e sviluppo cognitivo, richiamando il valore degli adattamenti e dell’intervento tempestivo già nei primi mesi di vita. La dott.ssa Sabrina Signorini, Neuropsichiatra infantile della Fondazione Mondino IRCCS di Pavia, ha quindi approfondito le basi neurobiologiche dello sviluppo visivo e l’interdipendenza tra sistemi visivo, motorio e linguistico.
L’inquadramento del Neuropsichiatra Infantile rappresenta quindi il punto di partenza di un processo valutativo che prosegue, in modo integrato, attraverso il contributo del TNPEE e del Logopedista, chiamati a definire il profilo globale di sviluppo del bambino mediante la lettura delle competenze motorio-prassiche, comunicativo-linguistiche, cognitive, adattive e relazionali.

Particolare rilievo ha assunto il contributo della dott.ssa Mariangela Lettieri, Tnpee e consigliera della Commissione d'Albo, che ha presentato una panoramica del ruolo del Tnpee nella valutazione funzionale e nell’intercettazione precoce dei segnali di rischio in ottica adattiva. L’osservazione del TNPEE non si esaurisce infatti nei momenti strutturati di valutazione, ma si estende alle modalità con cui il bambino utilizza le proprie competenze nelle attività quotidiane, nel gioco, nell’esplorazione, nella relazione e nelle abilità adattive. Una lettura che consente di cogliere segnali talvolta sfumati e di comprenderne l’impatto sul funzionamento globale e sulla partecipazione del bambino nei diversi contesti di vita.
Il dott. Luigi Marotta, Logopedista, ha approfondito limiti e potenzialità della valutazione linguistica nel bambino ipovedente, ricordando quanto sia essenziale adattare strumenti, materiali e modalità di somministrazione per evitare che una difficoltà di accesso visivo venga impropriamente interpretata come deficit linguistico.
Numerosi contributi hanno quindi approfondito la valutazione ortottica e lo sviluppo delle competenze visive. La dott.ssa Giulia Ferrari ha illustrato lo sviluppo delle funzioni visive e visuo-percettive nei primi anni di vita e gli strumenti di valutazione utilizzabili fin dall’epoca neonatale. La dott.ssa Maria Teresa Rebecchi, Vicepresidente della CdA Ortottisti, ha richiamato l’attenzione sui segnali precoci delle difficoltà visive e sulla possibilità che alcune condizioni si manifestino in modo poco evidente, sottolineando il valore di una valutazione tempestiva. La dott.ssa Valentina Cima ha approfondito lo sviluppo del controllo oculomotorio e le connessioni tra movimenti oculari, attenzione visiva e apprendimento, mentre la dott.ssa Alessia Pacifici ha proposto esempi di materiali adattati, setting riabilitativi e modalità di osservazione clinica coerenti con le caratteristiche funzionali del bambino. Il dott. Gianni Zorzi ha affrontato il tema delle alterazioni visive nei disturbi del neurosviluppo, con particolare riferimento a dislessia, disturbo della coordinazione motoria, ADHD e autismo. Il dott. Marco Montes ha quindi ripercorso le tappe evolutive delle competenze visive e i principali segnali osservabili in presenza di difficoltà, ribadendo il valore della diagnosi e dell’intervento precoci.
Di particolare interesse anche il contributo del dott. Giovanni Valeri, Neuropsichiatra infantile, che ha proposto un confronto tra il modello italiano di presa in carico e alcuni modelli anglosassoni. Il suo intervento ha richiamato il valore della collaborazione tra Neuropsichiatra infantile e TNPEE nell’intercettazione precoce delle fragilità evolutive e nella costruzione di interventi capaci di orientare le traiettorie di sviluppo. Una prospettiva bio-psico-sociale e life-span, centrata sul funzionamento e sulla partecipazione della persona, che supera una visione esclusivamente “task oriented” della riabilitazione. Come ricordato durante l’intervento, “la diagnosi precoce serve a orientare opportunità, non a fissare un destino”.

A completare il quadro, la dott.ssa Letizia Gila, Tnpee e ricercatrice presso l’Istituto Superiore di Sanità, ha presentato una revisione dei modelli organizzativi, delle innovazioni e delle principali prospettive nazionali e internazionali relative alle difficoltà visive in età evolutiva. Il contributo ha evidenziato il valore di un aggiornamento continuo delle conoscenze e delle evidenze disponibili: l’Evidence Based Medicine deve infatti poter tradursi nella pratica quotidiana in Evidence Based Practice, orientando le decisioni cliniche e organizzative e contribuendo a garantire appropriatezza e qualità delle cure.
Dalla pratica clinica alle politiche sanitarie
La giornata si è conclusa con una tavola rotonda moderata dal dott. Gerardo D’Amico, Responsabile Salute e Sanità di RaiNews24, dedicata al rapporto tra pratica clinica, organizzazione dei servizi e politiche sanitarie.

Al confronto hanno preso parte la Sen. Beatrice Lorenzin, i rappresentanti delle Commissioni di Albo, delle Associazioni tecnico-scientifiche e delle società scientifiche, insieme a professionisti del mondo sanitario e scolastico: Francesco Castracane (Presidente CdA Educatori professionali), Arnaldo Pezzola (Vicepresidente CdA Terapisti Occupazionali),Alice Bernabei (ATS ANUPI TNPEE ETS), Andrea Mazzarini (ATS AITNE), Francesca Mollo (FLI), Giorgio Placidi (ATS AIORAO), Teresa Rongai (FIMP), Anna Maria Musolino (SIP) e Chiara Lucciotto (Funzione struementale e inclusione Liceo Scientifico).
Tra i temi affrontati, le criticità organizzative dei servizi territoriali, la necessità di una maggiore integrazione tra sanità, scuola e famiglia, il ruolo degli Ordini professionali e delle Associazioni tecnico-scientifiche e la costruzione di modelli capaci di tradurre le acquisizioni cliniche in percorsi concretamente accessibili ai cittadini.
Il dott. Marco Montes ha richiamato l’attenzione sulla consistenza della popolazione con disabilità visiva e ipovisione e sulla necessità di rafforzare la presenza e l’integrazione dell’Ortottista nei servizi rivolti all’età evolutiva, evidenziando il rischio che la carenza di specifiche competenze all’interno delle équipe possa incidere sull’appropriatezza dei percorsi.
La dott.ssa Manuela Pieretti, Presidente della CdA Logopedisti, ha sottolineato come la multidisciplinarità debba tradursi in scelte organizzative concrete, capaci di garantire nei servizi la presenza e l’integrazione delle differenti competenze professionali. Assicurare l’intervento coordinato di Ortottisti, TNPEE, Logopedisti e degli altri professionisti della riabilitazione significa promuovere equità di accesso, appropriatezza delle cure e una presa in carico realmente centrata sulla persona.
La dott.ssa Stefania Cortese, Presidente della Commissione di Albo dei Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, ha evidenziato come costruire linguaggi condivisi e affinare il lavoro di équipe rappresenti un passaggio necessario, ma non sufficiente. Occorre rafforzare anche il dialogo tra professionisti, istituzioni e decisori, affinché i principi clinici possano tradursi concretamente in organizzazione dei servizi e appropriatezza delle cure. Ha inoltre richiamato la necessità di fondi dedicati alla sanità, di investimenti strutturali sui professionisti e sul potenziamento delle équipe, insieme a risorse specifiche per le azioni di **prevenzione,
Ha richiamato in questo senso la necessità di una maggiore interlocuzione e valorizzazione del ruolo ordinistico, anche nella stima del fabbisogno professionale e formativo, insieme all’urgenza di investire nel Servizio sanitario e in équipe multidisciplinari sostenute dalle evidenze scientifiche, capaci di trasformare l’EBM in EBP. L’investimento sulla salute, ha ricordato, inizia già dall’epoca gestazionale e deve attraversare l’intero continuum della prevenzione, valorizzando screening, prevenzione primaria, intercettazione precoce e presa in carico.
La Senatrice Beatrice Lorenzin, raccogliendo le sollecitazioni emerse dal confronto, ha richiamato il valore dell’alleanza terapeutica, dell’integrazione interdisciplinare e del dialogo tra professionisti e politica per conoscere più approfonditamente i bisogni reali del sistema e orientare le future scelte organizzative.
La giornata ha restituito con chiarezza il valore di una presa in carico costruita attraverso competenze differenti, integrate fin dalle prime fasi di osservazione e valutazione e orientate a sostenere, in modo condiviso, le traiettorie di sviluppo del bambino.
Una prospettiva nella quale precocità, interdisciplinarità, evidenze scientifiche e attenzione al funzionamento globale della persona diventano elementi essenziali per costruire percorsi di cura appropriati, accessibili e realmente centrati sui bisogni dei bambini e delle loro famiglie.
Per approfondire l'argomento
CdA Ortottisti
https://www.tsrmpstrproma.it/ortottisti/2026/10/05/funzione-visiva-e-neurosviluppo/
CdA Logopedisti
https://www.tsrmpstrproma.it/logopedisti/2026/10/06/funzioni-esecutive-e-linguaggio-dalleta-evolutiva-allinvecchiamento-6-novembre-2026/
Ordine TSMR e PSTRP Roma e provincia
https://www.tsrmpstrproma.it/blog/2026/10/07/neurosviluppo-quando-vedere-non-basta-a-roma-il-confronto-tra-ortottisti-logopedisti-e-tnpee/
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A cura di Marco Spalletta e Stefania Cortese