CoGeAPS, Formazione continua e crediti non riconosciuti, alcune riflessioni della CdA dei Podologi

CoGeAPS, Formazione continua e crediti non riconosciuti, alcune riflessioni della CdA dei Podologi

Carissimi colleghi, vi sembrerà retorica, specie in questo particolare periodo storico in cui ci troviamo a far fronte ad un grosso problema di natura sanitaria (la pandemia), ma vorremmo comunque sottoporre alla vostra attenzione una riflessione. Tutti voi conoscerete il COGEAPS e l’obbligo della Formazione continua in medicina (ECM); i famigerati “crediti” di cui tutti o almeno gran parte dei professionisti sanitari e medici, spero, vadano a caccia.

 

LE INCONGRUENZE DEL SITO COGEAPS

Chi va a controllare la propria pagina personale, ultimamente si sarà trovato di fronte a questa sorpresa,

 

e andando poi ad approfondire si sarà trovato di fronte a quest’altra sorpresa.

 

 

Perché dovrei inserire la data del titolo abilitante e non dell’apertura della partita iva? Perché i dati da me inseriti sono stati momentaneamente oscurati e solo se digito la data scelta mi riappaiono?

La nostra costernazione è per coloro che hanno partecipato alla fase sperimentale e che dal 2002 fanno corsi spostandosi in diverse città d’Italia, soprattutto liberi professionisti che per partecipare a questi corsi di aggiornamento, si sono sobbarcati delle spese del viaggio, del mancato guadagno, in nome della professionalità e del senso del dovere.

 

I TRIENNI “SPERIMENTALI”

Questi stessi professionisti si sono poi visti annullare tutti questi sacrifici fino al triennio 2011-2013, perché i trienni precedenti, essendo sperimentali non sono “obbligatori”. Il tutto con il ghigno furbetto dei colleghi che in tutti questi anni hanno impiegato il tempo di quei weekend in tutt’altra maniera.

Vorrei pure spezzare una lancia a favore di chi invece nei corsi di aggiornamento fa il docente: dietro a quelle “slide” c’è un lavoro molto impegnativo e non trovo giusto che costui riceva dei crediti irrisori per il suo intervento.

Ognuno della propria carriera professionale fa quel che vuole anche se poi a lungo andare la differenza tra chi si è impegnato in maniera costante e ha investito nella propria preparazione e chi no, è lampante. Concludo auspicando che la questione vada a finire come la favola di Esopo “La cicala e la Formica” e spero che tutti i colleghi si impegnino a tenere alto il livello delle professioni sanitarie.

 

CdA Podologi Roma e Provincia