Il 3 ottobre all’Auditorium Valerio Nobili un corso ECM organizzato dalle Commissioni d’Albo di Ortottisti, Logopedisti e Terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva dell’Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia. Al centro la relazione tra sviluppo della funzione visiva e neurosviluppo e la necessità di una valutazione e di un progetto riabilitativo condivisi

La visione non riguarda soltanto la capacità di vedere. Nel bambino, lo sviluppo delle competenze visive è strettamente connesso alla maturazione del sistema nervoso centrale e contribuisce all’acquisizione di abilità cognitive, motorie, comunicative e sociali. Per questo, quando emergono alterazioni del neurosviluppo, è importante interrogarsi anche sul funzionamento visivo e sulle possibili ricadute che le difficoltà di elaborazione delle informazioni possono avere sull’apprendimento, sulla coordinazione motoria, sull’attenzione e sulle attività quotidiane. È questo il punto di partenza del corso formativo interdisciplinare “Funzione visiva e neurosviluppo. L’intervento integrato nei disturbi del neurosviluppo tra ortottisti, logopedisti e terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva”, in programma il 3 ottobre 2026 all’Auditorium Valerio Nobili di Roma, in viale Ferdinando Baldelli 38. L’iniziativa è organizzata dalle Commissioni d’Albo degli Ortottisti assistenti di oftalmologia, dei Logopedisti e dei Terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva dell’Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia e nasce con l’obiettivo di costruire una base teorica comune, favorire un linguaggio condiviso e rafforzare la collaborazione tra le diverse professioni della riabilitazione.
Quando la difficoltà visiva non riguarda soltanto l’occhio
Uno degli aspetti al centro del corso riguarda le cosiddette disfunzioni visive di origine centrale, nelle quali la difficoltà non dipende necessariamente dall’occhio, ma dai processi attraverso cui il cervello elabora e integra le informazioni visive. Il tema assume particolare rilevanza nei disturbi del neurosviluppo, tra cui disturbo dello spettro autistico, ADHD e disturbi specifici dell’apprendimento. In questi contesti possono essere presenti difficoltà che interessano le reti neuronali visive e visuo-percettive e che, proprio per la loro natura, richiedono uno sguardo che vada oltre la sola valutazione dell’acuità visiva. “La funzione visiva è una componente fondamentale dello sviluppo del bambino e non può essere considerata separatamente dalle altre funzioni. Per questo abbiamo ritenuto importante costruire un momento formativo nel quale professionisti con competenze diverse possano confrontarsi, condividere strumenti e linguaggi e comprendere meglio come integrare le proprie osservazioni all’interno di un progetto riabilitativo. L’obiettivo non è sovrapporre i ruoli, ma valorizzare le specificità di ciascuna professione per arrivare a una lettura più completa del bambino e dei suoi bisogni”, spiega Marco Montes, presidente della Commissione d’Albo degli Ortottisti assistenti di oftalmologia dell’Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia e responsabile scientifico dell’evento.
Per Manuela Pieretti, presidente della Commissione d’Albo dei Logopedisti dell’Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia, il confronto interdisciplinare è particolarmente importante perché le competenze comunicative e linguistiche si sviluppano all’interno di un sistema nel quale le diverse funzioni interagiscono continuamente. “Nel lavoro con il bambino con disturbo del neurosviluppo è importante non considerare le difficoltà comunicative e linguistiche come elementi isolati. La capacità di orientare l’attenzione, esplorare visivamente l’ambiente, mantenere il contatto con l’interlocutore e integrare le informazioni provenienti da canali diversi può avere ricadute anche sulla comunicazione e sugli apprendimenti. Conoscere meglio il funzionamento visivo ci permette quindi di leggere in modo più completo ciò che osserviamo nella nostra pratica e di confrontarci con gli altri professionisti su obiettivi realmente condivisi”.
Per Stefania Cortese, presidente della Commissione d’Albo dei Terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, l’integrazione delle diverse prospettive rappresenta un elemento centrale del percorso riabilitativo. “Lo sviluppo del bambino è un processo dinamico, globale e interconnesso, nel quale motricità, funzione visiva, percezione, attenzione, apprendimento e relazione si influenzano reciprocamente e si costruiscono attraverso l’esperienza. Per il TNPEE osservare come il bambino utilizza la visione durante il movimento, il gioco e l’esplorazione dell’ambiente può offrire informazioni sul suo profilo di funzionamento e orientare interventi volti a sostenere non solo l’acquisizione delle competenze, ma anche la progressiva autonomia, la partecipazione alle diverse esperienze di vita e le possibilità di sviluppo nel tempo. Il confronto con ortottisti e logopedisti consente di mettere insieme osservazioni differenti e di trasformarle in un progetto riabilitativo più coerente con le caratteristiche e le necessità di ogni bambino”.
Dalla valutazione multidisciplinare al progetto riabilitativo
Il programma della giornata segue un percorso che parte dall’individuazione precoce degli indicatori di rischio e arriva alla costruzione di un progetto riabilitativo condiviso. La sessione mattutina sarà dedicata innanzitutto alla costruzione di una base teorica comune e di un linguaggio condiviso, attraverso l’osservazione strutturata, la raccolta anamnestica e l’analisi del profilo di sviluppo. Saranno quindi approfondite le relazioni tra neurosviluppo e funzione visiva e l’interdipendenza tra sistemi visivo, motorio e linguistico. La seconda parte della mattinata entrerà maggiormente nel merito della valutazione funzionale visiva e degli indicatori precoci nei disturbi del neurosviluppo. Tra gli argomenti affrontati, lo sviluppo delle funzioni visive e visuo-percettive nei primi anni di vita, gli indicatori precoci di difficoltà visive, il controllo oculomotorio, l’attenzione visiva e l’apprendimento, fino alla valutazione del bambino con fragilità neuroevolutiva. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alla diagnosi precoce e alla capacità di riconoscere o sospettare alterazioni visive nei disturbi specifici. La sessione si concluderà con un focus sul lavoro clinico integrato, finalizzato a una lettura multidimensionale ed evolutiva del funzionamento e all’individuazione di obiettivi riabilitativi individualizzati.
Tre professioni, un progetto condiviso
Il valore dell’iniziativa sta anche nella scelta di mettere a confronto tre professionalità che, pur avendo competenze specifiche, possono incontrarsi nella valutazione e nella presa in carico del bambino con difficoltà di neurosviluppo. Ortottisti, logopedisti e terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva sono infatti chiamati a confrontarsi non soltanto sulle proprie aree di competenza, ma soprattutto sulle possibili intersezioni tra i diversi interventi. Il corso si propone proprio di definire e rafforzare il ruolo dei singoli professionisti all’interno dell’équipe riabilitativa. Una prospettiva che diventa ancora più importante quando le difficoltà visive interferiscono con attività come l’apprendimento, la coordinazione, l’attenzione e la partecipazione alla vita quotidiana. In questi casi, una lettura integrata può contribuire a individuare più precocemente i segnali di difficoltà e a costruire interventi maggiormente personalizzati.
Dal lavoro clinico ai servizi: la tavola rotonda
Nel pomeriggio il corso allargherà lo sguardo dai singoli interventi alla dimensione organizzativa. Dopo una sessione dedicata ai modelli organizzativi, alle innovazioni e alle prospettive nazionali e internazionali nell’ambito delle difficoltà visive in età evolutiva, è prevista una tavola rotonda sul rapporto tra neurosviluppo e funzione visiva nei servizi. Il confronto, moderato dal giornalista Gerardo D’Amico, responsabile Salute e sanità di RaiNews24, affronterà le criticità organizzative dei servizi territoriali, la necessità di costruire linguaggi e strumenti condivisi, l’integrazione tra servizi sanitari, scuola e famiglia e il ruolo degli Ordini professionali e delle associazioni tecnico-scientifiche. Tra i partecipanti è prevista anche Luigia Fioramonti, della Commissione d’Albo dei Terapisti occupazionali, insieme a rappresentanti di diverse professioni e realtà scientifiche. È proprio la dimensione della rete uno degli elementi qualificanti del progetto: riconoscere precocemente le difficoltà e intervenire in modo efficace richiede infatti la capacità di mettere in comunicazione competenze differenti e, allo stesso tempo, di costruire un dialogo tra servizi sanitari, scuola e famiglia.
Iscrizioni gratuite e 4,3 crediti ECM
Il corso è gratuito e prevede la partecipazione di un massimo di 200 iscritti. Sono previsti 4,3 crediti ECM per logopedisti, ortottisti assistenti di oftalmologia e terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva iscritti all’Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia. Per ottenere i crediti è richiesta una presenza pari almeno al 90% dell’evento. Le iscrizioni sono effettuabili attraverso il Portale della Formazione dell’Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia, a partire dall’11 settembre 2026. Le informazioni fornite per l’iniziativa indicano come termine il 29 settembre 2026 o fino a esaurimento dei posti; nel programma allegato è invece riportata la data del 25 settembre, quindi sarebbe opportuno verificare la scadenza direttamente sul portale prima della pubblicazione definitiva. L’appuntamento del 3 ottobre punta così a trasformare la multidisciplinarietà da principio dichiarato a strumento concreto di lavoro, partendo da un presupposto fondamentale: per comprendere lo sviluppo del bambino è necessario osservare non una singola funzione, ma il modo in cui visione, movimento, linguaggio, attenzione e capacità cognitive interagiscono tra loro.