Italia al top nel mondo per tasso di effettivo utilizzo dei dispositivi acustici: centrale il ruolo dell’Audioprotesista. L’indagine Censis

Italia al top nel mondo per tasso di effettivo utilizzo dei dispositivi acustici: centrale il ruolo dell’Audioprotesista. L’indagine Censis

Evoluzione tecnologica, investimenti importanti, ottima preparazione e ruolo centrale dell'Audioprotesista in Italia. Sono questi i punti principali emersi e approfonditi in un interessante studio del Censis che fotografa il settore in Italia, considerato tra le eccellenze nel mondo

 

 

Con questo post vogliamo proporvi alcuni passaggi dell’interessante studio della fondazione socio-economica Censis dal nome “Sentirsi bene – Il valore sociale dell’Audioprotesi” che è stato presentato lo scorso novembre. In questo studio il Censis partendo da una fotografia aggiornata dell’ipoacusia in Italia esamina il ruolo dell’Audioprotesista, delle aziende produttrici, del valore sociale del recupero uditivo e infine sulla soddisfazione dei suoi utilizzatori.

Tra i partecipanti Ketty Vaccaro, Responsabile dell’Area Welfare e Salute del Censis, Roberto Bernabei, Direttore del Dipartimento Scienze dell’Invecchiamento, Neurologiche, Ortopediche e della Testa-Collo del Policlinico Agostino Gemelli, Alessandro Beux, Presidente della FNO TSRM e PSTRP, Guido Gastaldon, Responsabile dell'Area Sanità di Consip, Fernanda Gellona, Direttore generale di Confindustria Dispositivi Medici, Gianni Gruppioni, Presidente dell’Associazione Nazionale Audioprotesisti Professionali, Marcella Marletta, Direttore generale dei Dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Ministero della Salute

Cominciamo ad esaminare, ora, il buon lavoro svolto da noi Audioprotesisti vista la grande soddisfazione dichiarata dagli utilizzatori di apparecchi acustici. I dati a cui fa riferimento il Censis sono stati ripresi dall’indagine EuroTrack 2018 eseguita dall’EHIMA (Associazione Europea dei Fabbricanti di Protesi Acustiche). EuroTrak è il più grande studio comparativo multi-paese sulla perdita dell'udito e sull'uso degli apparecchi acustici.

L’ipoacusia in Italia.

In Italia la popolazione con una ipoacusia significativa è stimata intorno ai 12,1% che equivale a circa 7 milioni di italiani. Analizzando il problema per fasce di età si evidenzia che le ipoacusie non superano il 10% per età 13-45 anni, raggiungono il 25% per chi ha dai 61 agli 80 anni, fino ad arrivare al 50% per gli over 80.

Investimenti in tecnologia audioprotesica: +74%

Lo studio indaga anche l’evoluzione tecnologica degli ausili uditivi e l’incremento degli investimenti che i fabbricanti di protesi acustiche hanno sostenuto negli anni 2010 – 2017. Il dato emerso è che la spesa per il miglioramento tecnologico è stato maggiore del 74%. Il grafico che segue – fig. 1 - evidenzia l’andamento della spesa negli anni: 

Fig. 1- Spesa annua per ricerca e sviluppo delle aziende produttrici di protesi acustiche, 2010-2017 (v.a. in milioni di euro) 

 

Fonte: EHIMA (Associazione Europea dei Fabbricanti di Protesi Acustiche)

 

Attraverso questi importanti investimenti è stato possibile raggiungere livelli tecnologici e prestazionali impensabili fino a poco tempo fa. Sono stati sviluppati avanzati sistemi di riconoscimento della voce in ambiente rumoroso, migliorata percezione della profondità del suono, scambio continuo di informazioni tra i due apparecchi indossati, data logging, selezione automatica dei programmi di ascolto in base ai diversi ambienti quotidiani, collegamento wireless con dispositivi elettronici (smartphone, radio, televisione), cancellazione del feedback (fischi e ronzii) e piena compensazione dell’ipoacusia senza fastidi. In più gli apparecchi oggi sono anche ricaricabili e quindi senza necessità di cambiare le pile come avviene, ad esempio, nei più moderni cellulari.

A fronte di tanta tecnologia rimane comunque prioritario e centrale il ruolo svolto dall’Audioprotesista e non soltanto nella individuazione e scelta dell’ausilio uditivo più adatto. Nel tempo si è affermato un protocollo operativo che tenga conto di un ben strutturato lavoro di counseling che come scrive il Censis “…serve per inquadrare, aiutare e capire il paziente, la sua psicologia, il suo modo di affrontare il problema sordità, il suo stile di vita, il suo comportamento abituale e le variazioni nel medio termine. Questo momento costituisce una tappa fondamentale nel rendere il paziente conscio dei suoi problemi e delle possibili soluzioni, portarlo verso una motivazione efficace all’uso della protesi acustica, guidarlo ad aspettative realistiche, identificare situazioni di comunicazione difficoltosa e sviluppare eventuali strategie per farvi fronte. Tale processo continua per tutta la durata del percorso protesico in tutte le fasi di adattamento della soluzione acustica: la sordità è una condizione cronica e fluida che non consente di cristallizzare la terapia in un dato momento – pena la sua totale inefficacia – e prevede un’assistenza professionale permanente oltre che altamente personalizzata, dalla scarsa assimilabilità con altre tipologie di assistenza, nemmeno per i dispositivi che nascono su misura, perché l’apparecchio acustico, condizione sine qua non, deve essere mantenuto su misura, ad personam. Tutto ciò si accompagna all’altissima dinamicità e variabilità nel tempo dei quadri audiologico ed extra-audiologico dei pazienti – le condizioni e gli stili di vita influenzano pesantemente i parametri di rimediazione, sia per i minori sia per gli anziani – che richiedono che l’assistenza audioprotesica non si esaurisca nell’applicazione del dispositivo, ma che prosegua per tutta la vita del Paziente tramite il follow-up”.

Questa interpretazione di un accompagnamento a 360° da parte dell’Audioprotesista verso il paziente ha fatto sì che in Italia il tasso di effettivo utilizzo dei dispositivi acustici è tra i più alti del mondo (81% dati EuroTrack 2018).

Il grafico figura 2 che segue mostra bene quanto siano soddisfatti gli utilizzatori di apparecchi acustici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel grafico che segue viene poi evidenziato la percentuale di soddisfazione e di miglioramento raggiunto e la loro conseguenza diretta per le persone stesse.

 

Fig. 3 – In quali aspetti le persone con difficoltà uditive hanno rilevato un miglioramento attribuibile all’utilizzo di un dispositivo acustico (*), 2018 (val.%)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il ricorso tempestivo alle protesi acustiche rappresenta uno straordinario fattore di prevenzione sanitaria, un valore sociale che va ancor più fortemente riconosciuto e sostenuto.

“Infine – conclude il Censis - è importante sottolineare come il settore delle audioprotesi in Italia abbia conseguito livelli di eccellenza a livello mondiale per la capacità di soddisfare i bisogni e le aspettative degli utenti. Ciò è avvenuto grazie all’introduzione di un percorso universitario che ha qualificato i professionisti del settore a un livello più alto rispetto ai colleghi di altri Paesi e a un sistema di erogazione del servizio altamente competitivo”.

Vi consigliamo di esaminare per intero lo studio Censis per un esame più approfondito delle diverse questioni trattate e che potete recuperare e leggere a questo indirizzo 

Bel lavoro Audioprotesisti!

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CDA – Tecnici Audioprotesisti